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  Sunday 31 May 2020
AUTOSTRADA ASTI-CUNEO: “VOGLIAMO SAPERE PERCHÉ È TUTTO FERMO”

C.S. n. 13

Comunicato stampa, Cuneo, 13/02/2014

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


AUTOSTRADA ASTI-CUNEO: “VOGLIAMO SAPERE PERCHÉ È TUTTO FERMO”

Il presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi, chiede alla politica di spiegare le ragioni che hanno portato al fermo dei lavori e di renderne conto alla popolazione


Confindustria Cuneo chiede al Ministro Lupi di dare immediato inizio ai lavori e viene informata che tutto è bloccato.
Gli imprenditori vogliono sapere se qualcuno trae vantaggio dal fermo che provoca sperperi di denaro pubblico e morti sulle strade.
Durante l'incontro dello scorso 10 febbraio, Confindustria Cuneo ha chiesto al Ministro Maurizio Lupi l'immediato inizio dei lavori al tunnel di Verduno, ottenendo in risposta l’ammissione che tutto è bloccato, perché è stato richiesto un cambio nella tecnica di perforazione della collina.
“Non è una barzelletta ma la pura verità! – commenta il presidente di Cobnfindustria Cuneo, Franco Biraghi - Pochi hanno capito la portata della notizia. Ora sarà necessaria una nuova autorizzazione del Ministero dell’ambiente e una nuova conferenza dei servizi. Risultato? Qualche anno di fermo e molti milioni spesi in consulenze, pratiche e permessi. E il progetto strategico in base al quale si sta costruendo l’Ospedale di Verduno proprio in quel sito perché comodo all’autostrada, nonostante sia geologicamente instabile, sarà ancora valido?”
“Dopo così tanto tempo di fermo lavori – continua il numero uno degli industriali cuneesi -, ci chiediamo se tutto questo sia un pretesto per non portare a termine l'autostrada, poiché, per quanto ci è sempre stato detto, la concessionaria è già in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie e avrebbe potuto già dare inizio alla perforazione del tunnel di Verduno. I motivi per i quali non vengono rispettati gli accordi presi ci sono ignoti. Ma la cosa peggiore è che nessuno l’ha comunicato alla popolazione, anzi, si sono succedute nei mesi scorsi molte dichiarazioni ‘tranquillizzanti’ da parte dei politici del territorio”.
“Noi, 1.200 imprenditori associati a Confindustria Cuneo, ma anche tutta la popolazione, siamo stufi di essere presi in giro dai politici, dai funzionari e da chi trae vantaggi economici sulle spalle di chi lavora – conclude Biraghi -. Riteniamo che la gente voglia conoscere, prima delle elezioni, i nomi dei responsabili di questo ennesimo sperpero di denaro pubblico e quindi chiediamo ai parlamentari della nostra provincia, ai consiglieri ed assessori regionali e provinciali, di interessarsi al problema e di far sapere alla popolazione chi e perché ha fermato i lavori”.

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