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  Tuesday 02 June 2020
Nel 2013 le ore di cassa integrazione in provincia sono arrivate a 10,3 milioni

C.S. n. 04

Comunicato stampa, Cuneo, 21/01/2014

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Nel 2013 le ore di cassa integrazione in provincia sono arrivate a 10,3 milioni

Il presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi, parla di “situazione drammatica”


Cuneo chiude il 2013 con la maglia nera a livello regionale e si conferma tra le province più in difficoltà anche a livello nazionale, nonostante il calo del ricorso all’integrazione salariale nel mese di dicembre. I dati confermano come la crisi in Granda sia arrivata dopo ma abbia avuto comunque effetti devastanti. Secondo i dati diffusi dall’Inps e rielaborati dal Centro studi di Confindustria Cuneo, la provincia di Cuneo risulta quindi essere la peggiore del Piemonte e tra le più in crisi a livello nazionale. Sono poco più di 637 mila le ore autorizzate di cassa integrazione nel mese di dicembre, per un totale di 10,3 milioni dall’inizio dell’anno, segnando il +34% rispetto al 2012. Risultati, questi, che fanno di Cuneo la provincia piemontese più penalizzata dal ricorso ai trattamenti di integrazione salariale, conseguenza, soprattutto, della pesante incidenza della cassa straordinaria (+213% rispetto allo scorso 2012). Il provvedimento ha riguardato, in primis, i comparti tessile (+292%), carta, stampa, editoria (+255%) e lavorazione minerali non metalliferi (+188%).
“La situazione è drammatica – commenta Franco Biraghi, presidente di Confindustria Cuneo -. La cassa integrazione è uno strumento che deve essere utilizzato momentaneamente e non deve in alcun caso diventare strutturale. Non dimentichiamo che il fine di questo ammortizzatore sociale è quello di sostenere il lavoratore quando l'azienda è in stato di momentanea difficoltà per poi farlo rientrare nel ciclo produttivo. La cassa integrazione straordinaria subentra quando l’azienda è già in crisi conclamata ed è sbagliato interpretarlo come una pensione anticipata. Il grandissimo aumento delle ore di cassa integrazione straordinaria che si è verificato negli ultimi mesi del 2013 mi preoccupa molto: vuole semplicemente dire che le aziende sono ormai in una fase quasi terminale e rimangono poche speranze di salvarle. In molti casi, infatti, si tratta del primo sintomo di una malattia che porta alla chiusura delle imprese”.
Nella graduatoria nazionale delle province che hanno maggiormente usufruito della cassa integrazione, Cuneo si posiziona al 14° posto mentre altre province piemontesi, come Asti e Alessandria, si piazzano in fondo alla classifica, occupando rispettivamente l’83° e l’85° posto. “È necessario lasciar lavorare le imprese - conclude Biraghi -, eliminando i vincoli eccessivi e contenendo i controlli asfissianti”.
Devono far riflettere anche i dati sulla mobilità che evidenziano come, a livello piemontese, al rallentamento nell’utilizzo dell’integrazione salariale nei primi nove mesi dell’anno, è corrisposto un importante aumento del flusso di iscrizioni nelle liste di mobilità da procedure di licenziamento collettivo (+20%), ad indicare la propensione verso questo strumento di situazioni critiche per le quali non c’è più spazio o volontà per prorogare la copertura assicurata dalla Cig. Nel Cuneese, in cui si era mantenuta una sostanziale stabilità della mobilità nei primi sei mesi dell’anno (-0,5%), la situazione è peggiorata nel corso del terzo trimestre: il flusso di nuove iscrizioni tra gennaio e settembre risulta in salita del 9,2% rispetto all’analogo periodo del 2012.

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