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  Tuesday 02 June 2020
Le imprese edili cuneesi vedono nero anche per il primo semestre del 2014

C.S. n. 16

Comunicato stampa, Cuneo, 18/03/2014

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Le imprese edili cuneesi vedono nero anche per il primo semestre del 2014

Dai dati dell’indagine congiunturale la situazione continua ad essere molto negativa


Anche se non si rilevano peggioramenti significativi, la situazione rimane fortemente negativa: il pessimismo che si avverte tra le imprese intervistate, infatti, ridimensiona fortemente le timide inversioni di tendenza rilevate su fatturato, occupazione e investimenti, anche perché compensate dal peggioramento del costo del credito bancario, dei tempi medi di pagamento, del portafoglio lavori e della difficoltà a reperire manodopera. Questo, in estrema sintesi, il quadro della provincia di Cuneo che emerge dai dati elaborati dal Centro Studi dell’Ance Piemonte nell’indagine congiunturale tra le imprese edili del Piemonte e della Valle d’Aosta per il primo semestre 2014. La situazione è in piena linea con quella registrata a livello regionale.
“I provvedimenti in materia di ritardati pagamenti, attivati soprattutto grazie all’azione dell’Ance, hanno dato i primi risultati anche se non sono sufficienti a superare la gravissima problematica che ancora mette in difficoltà le nostre imprese – ha sottolineato Filippo Monge, presidente di Ance Cuneo e del Centro Studi di Ance Piemonte, nonché curatore dell’indagine –. Abbiamo necessità che vengano pagati tutti i debiti pregressi entro il 2014 e occorre una riforma strutturale del Patto di Stabilità interno, strada già intrapresa con il recente decreto che prevede l’allentamento del Patto stesso per gli enti locali, che in Piemonte potranno spendere una prima tranche di circa 65 milioni di euro per investimenti. Occorre inoltre agevolare l’accesso al credito a famiglie ed imprese e in tal senso auspichiamo in altre iniziative come l’accordo sottoscritto da Abi e Cassa Depositi e Prestiti che mette a disposizione della banche un plafond di 2 miliardi per i mutui casa”.
Le previsioni in provincia di Cuneo su fatturato (saldo: -40,4), occupazione (saldo: -20,8) e ricorso alla manodopera esterna (saldo: -33,3) continuano ad essere negative. Il portafoglio ordini subisce una flessione rispetto a sei mesi fa, passando da 9,8 mesi a 9,5. Le intenzioni di investimento aumentano rispetto al secondo semestre 2013 e interessano il 29,7% delle imprese intervistate (sei mesi fa era il 21,2%), per un incremento sia della quota “immobiliare” (10,6%; nella scorsa indagine era 4,8%) sia di quella “solo o anche non immobiliare” (19,1%; sei mesi fa era 16,4%). Le difficoltà di reperimento di manodopera qualificata aumentano rispetto al semestre precedente (22,9% contro il 14,3% di sei mesi fa) mentre quelle per il personale generico si riducono leggermente (4,2% contro il 4,8% di sei mesi fa). I tempi di pagamento dei committenti pubblici passano da 165 giorni del semestre precedente a 135. Il costo del credito bancario a breve sale al 4,9%.
“Abbiamo bisogno di interlocutori certi e in grado di dare decisioni tempestive - conclude il presidente di Ance Piemonte, Giuseppe Provvisiero -. Non possiamo ripartire senza un piano di investimenti infrastrutturali, minori costi del lavoro, una fiscalità sulla casa più equa, garanzie per il credito alle famiglie e alle imprese, un piano per l’internazionalizzazione ed interventi a favore del risparmio energetico”.

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