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  Tuesday 26 May 2020
L’unione Alessandria-Cuneo apre la strada alla Confindustria del Piemonte Sud

C.S. n. 34

Comunicato stampa, Cuneo, 17/06/2014

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


L’unione Alessandria-Cuneo apre la strada alla Confindustria del Piemonte Sud

Le due associazioni territoriali hanno firmato ieri uno storico protocollo di Federazione


Confindustria Alessandria e Confindustria Cuneo hanno siglato ieri sera – lunedì 16 giugno – nel Castello di Racconigi (Cuneo), il protocollo di Federazione che porterà alla nascita di un’unica area, funzionale e geografica, dotata di un nuovo modello organizzativo, attraverso l’integrazione delle due associazioni territoriali. La storica intesa attua le direttive della recente Riforma Pesenti di Confindustria, varata per snellire, semplificare e ridurre i costi dell’organizzazione del sistema Confindustria, in un’ottica di potenziamento dei servizi offerti alle imprese associate. La nuova struttura sarà composta dalle 500 aziende (27mila addetti) di Confindustria Alessandria e dalle 1.200 aziende (60mila addetti) di Confindustria Cuneo, rappresentando un totale di 1.700 aziende e 87mila addetti.
Il protocollo per l’avvio della Federazione Alessandria-Cuneo è stato firmato nell’ambito dell’assemblea generale annuale di Confindustria Cuneo da Gianfranco Carbonato, presidente di Confindustria Piemonte, Marco Giovannini, presidente di Confindustria Alessandria e Franco Biraghi, presidente di Confindustria Cuneo. Si tratta del primo passo di un percorso di aggregazione che durerà tre anni, in quanto la nascita della nuova organizzazione di rappresentanza di Confindustria per i territori di Alessandria e Cuneo è prevista a giugno 2017, con la costituzione di una struttura centrale con sede legale ad Alba (Cuneo). Rimarranno comunque in essere i due presìdi territoriali presso le originarie sedi delle associazioni territoriali a Alessandria e a Cuneo, i cui rispettivi presidenti provinciali di zona diverranno vice presidenti della nuova struttura. A livello centrale, invece, l’assemblea eleggerà un presidente unico. Nella fase transitoria del prossimo triennio un Comitato di Coordinamento predisporrà il nuovo Statuto e si occuperà di individuare i servizi congiunti per le aziende.
Dopo la firma, i lavori dell’assemblea sono proseguiti con una tavola rotonda sul tema “Impresa e sport: quando vince il gioco di squadra” condotta dal presentatore televisivo diventato noto con “Striscia la notizia”, Jimmy Ghione, che ha intervistato Mariano Costamagna (presidente del Gruppo Brc di Cherasco, a cui fa capo la scuderia Brc Racing Team, iscritta al Campionato Italiano Energie Alternative “Green Hybrid Cup” e di cui lo stesso Jimmy Ghione è pilota) ed il pluricampione olimpionico e mondiale di marcia Maurizio Damilano (promotore con i fratelli Sandro e Giorgio del movimento del Fitwalking, nato dall’esperienza della Scuola del Cammino di Saluzzo).
Nell’ultima parte dell’assemblea la parola è tornata ancora a due imprenditori, Luca Garavoglia (presidente della Davide Campari di Milano) e Pier Paolo Carini (amministratore delegato del gruppo Egea di Alba) che, moderati da Francesca Piscioneri (corrispondente Reuters Italia), si sono confrontati sulle sinergie già in essere e sulle potenzialità future dell’unione tra Confindustria Cuneo e Alessandria, attingendo alla loro esperienza imprenditoriale ben radicata in entrambe le province.
 

COMMENTI PRESIDENTI CONFINDUSTRIA PIEMONTE, ALESSANDRIA, CUNEO:


Gianfranco Carbonato
Presidente di Confindustria Piemonte

Il mio ruolo è duplice: come Presidente Regionale sono lieto che la fusione si stia concretizzando, anzi auspico che si possa presto ampliare, ma anche come componente della Commissione Pesenti sono doppiamente orgoglioso che il progetto di riforma di Confindustria stia avanzando in maniera spedita”. Carbonato ha sottolineato i vantaggi di questo processo: “Si mira al contenimento dei costi delle strutture, ma al contempo l’obiettivo è di fornire servizi di maggiore qualità. Oggi è necessario disporre di una massa critica rilevante per far fronte a dinamiche di mercato sempre più complesse; occorre dunque mettere a fattore comune le eccellenze, semplificando la struttura associativa. Il processo è ormai avviato e coinvolge, oltre alla stessa Confindustria, decine di Associazioni Territoriali in tutta Italia. Il percorso virtuoso di aggregazione introduce anche un incentivo che si traduce in una maggior presenza nel Consiglio Generale di Confindustria. In Piemonte in particolare, si punta a definire tre poli di rappresentanza nella Confindustria regionale: Torino, Piemonte Nord-Ovest e Piemonte Sud.


Marco Giovannini
Presidente di Confindustria Alessandria

È per me un momento particolarmente emozionante perché, insieme al collega Franco Biraghi, stiamo dimostrando che anche i ‘campanili’ possono essere razionalmente scavalcati. La grande capacità all’esportazione e all’internazionalizzazione della nostra provincia, unita alla profonda capillarità e diversificazione di quella di Cuneo, costituiranno una miscela esplosiva per uno sviluppo sano e durevole di un comune territorio al quale saremo in grado di fornire servizi sempre più di qualità ed adeguati ad un contesto mondiale in continua accelerazione.


Franco Biraghi
Presidente di Confindustria Cuneo

L’aspetto più importante di questa intesa è la valenza politica che porta con sé, in quanto unendosi le due realtà associative aumentano il loro peso specifico nei confronti degli interlocutori del mondo imprenditoriale, siano questi politici, istituzioni o enti. La nuova realtà avrà un peso maggiore anche nei confronti della Confindustria nazionale e regionale: oggi l’unione degli industriali di Cuneo è al dodicesimo posto per numero di aziende associate e numero complessivo di lavoratori impiegati. Con l’unione puntiamo a salire di qualche posizione. Non indifferente poi è l’aspetto economico connesso a questo processo; sovrapponendo le due strutture, da un lato, si avranno risparmi notevoli sui costi di gestione, dall’altro, si potranno integrare i servizi in modo migliore, sfruttando appieno le potenzialità delle risorse interne alle due ‘territoriali’.
I contatti con Alessandria sono stati positivi fin dal primo momento, tanto da proseguire concordi in questa direzione con l’appoggio delle Giunte e dei Consigli direttivi. C’è stata piena volontà politica. D’altronde i problemi per le imprese sono comuni: dalla burocrazia asfissiante, al fisco opprimente, alla mancanza di una certezza del diritto. Tre questioni che vanno affrontate quanto prima per non continuare a lavorare appesi ad un filo senza la possibilità di fare quegli investimenti fondamentali per la competitività globale delle nostre imprese.

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