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  Friday 29 May 2020
Confindustria critica la politica degli annunci di Governo e Regione sulle infrastrutture

C.S. n. 45

Comunicato stampa, Cuneo, 16/09/2014

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Confindustria critica la politica degli annunci di Governo e Regione sulle infrastrutture

Biraghi: “L’autostrada non verrà mai ultimata e i fondi per Levaldigi devono restare sul territorio”


Forte reazione del presidente di Confindustria Cuneo, Franco
Biraghi, alle posizioni espresse nei giorni scorsi dalla politica riguardo le principali
infrastrutture della provincia di Cuneo: sull’autostrada Asti-Cuneo il numero uno degli
industriali cuneesi non crede all’ennesima promessa del Governo di ultimare l’opera e
sostiene che non verrà mai completata; sul futuro dell’aeroporto di Levaldigi, invece,
contesta l’intenzione della Regione di dirottare fuori provincia i finanziamenti non più
destinati allo scalo cuneese.
“Dover apprendere dai giornali le intenzioni del Governo e della Regione sulle risorse del nostro
territorio è demoralizzante – commenta Franco Biraghi -. In queste decisioni non c’è stato
alcun coinvolgimento della parte produttiva della Provincia, la sola che, stringendo i denti, cerca
di assicurare quello che un tempo era benessere ed ora è solo più sopravvivenza. Il Governo con
il Decreto ‘Sblocca Italia’ non ci dà alcuna garanzia sul completamento dell’autostrada Asti-
Cuneo. Siamo esterrefatti che neppure questa volta ci sia la certezza che un’opera di vitale
importanza, che attendiamo da più di vent’anni, verrà ultimata. La verità è che l’autostrada Asti-
Cuneo non verrà MAI completata! A noi, che lo abbiamo capito benissimo, non resta che
chiederci come faranno le nostre aziende a sopravvivere. Se non cambieranno subito le cose, e
non tra i famosi ‘mille giorni’, della realtà industriale del nostro Paese non rimarranno altro che
le macerie”.
“Altro capitolo le risorse dirottate dalla Regione dall’aeroporto di Levaldigi a quello di Caselle -
continua il numero uno degli industriali cuneesi -. Da cuneesi chiediamo con forza che questi
fondi rimangano a Cuneo e vengano utilizzati per asfaltare le strade che, trascurate da molti
anni, sono oramai allo sfascio, piene di buche ed in alcuni casi anche pericolose. C’è il rischio
concreto che quando i nostri concittadini capiranno che è in atto una sistematica spoliazione
delle risorse loro destinate, la disaffezione verso la politica e l’odio verso chi ci comanda possa
esplodere con reazioni inaspettate per la pacifica popolazione cuneese. Non sono bastati i fondi
delle olimpiadi che hanno assorbito anche le risorse destinate ai nostri impianti di risalita? E il
virtuoso tribunale di Alba spazzato via per privilegiare Asti? E nemmeno gli stanziamenti per il
trasporto pubblico, la cui ripartizione infelice ci ha costretti a continui tagli dei collegamenti, che
penalizzano lavoratori e studenti? Un passo avanti era stato fatto nel 2012 quando la Regione
Piemonte che spendeva 5 milioni e mezzo per mantenere 500.000 km di collegamenti ferroviari
per la nostra Provincia li sostituì con gli autobus, spendendo 2 milioni l’anno per 1.250.000 km
di trasporto pubblico. Servizi migliorati e soldi risparmiati. Ma i risparmi di 3,5 milioni l’anno non
sono andati né per la tanto auspicata ultimazione della Asti-Cuneo, né per la manutenzione delle
nostre pessime strade, né in alcuna altra opera infrastrutturale della Provincia. Questa è una
vergogna, alla quale i nostri politici locali ed i nostri amministratori devono porre rimedio. Ora
che non rimane nemmeno più l’ente provinciale a difendere gli interessi della Granda, siamo
sempre più abbandonati a noi stessi e la politica diventa sempre più lontana dai cittadini.
Vogliamo chiedere ai nostri politici e ai nostri amministratori locali: state con noi cittadini per
difendere la Provincia di Cuneo dal definitivo impoverimento e dalla marginalizzazione a cui la
costringono oppure siete ancora troppo legati al potere politico per potervi schierare?".
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