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  Tuesday 26 May 2020
Il Sistri non funziona ma l’industria della Granda ha già pagato 2,2 milioni

C.S. n. 24

Comunicato stampa, Cuneo, 30/04/2015

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Il Sistri non funziona ma l’industria della Granda ha già pagato 2,2 milioni

Confindustria Cuneo continua a chiedere la cancellazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti


A due giorni dalla scadenza del pagamento del contributo annuale obbligatorio 2015 per il Sistri, il Presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi, attraverso una lettera inviata al presidente nazionale Giorgio Squinzi, ha ribadito la richiesta di “cancellazione di un sistema di tracciabilità dei rifiuti che non ha mai funzionato né mai funzionerà”. Dal 2010, anno di nascita del Sistri, ad oggi le 660 aziende associate a Confindustria Cuneo obbligate ad aderire al sistema hanno pagato 2.200.000 euro, senza che il Sistri entrasse mai in funzione. Entro oggi - giovedì 30 aprile -, termine ultimo per versare la quota obbligatoria 2015, le aziende devono pagare altri 200 mila euro, che si aggiungono ai 200 mila versati a fine marzo per il contributo 2014.
“Come abbiamo già avuto modo di ribadire – scrive Franco Biraghi -, il Sistri resta un sistema completamente inutile, attivo solo ‘sulla carta’, i cui costi gravano pesantemente sulle nostre aziende. Confindustria deve evitare questo spreco inutile di denaro, in un momento in cui nessuno può permetterselo”.
I timori di Confindustria Cuneo vanno ben oltre l’imminente scadenza del pagamento del contributo annuale 2015. A fine anno scadrà infatti l’appalto per la gestione del Sistri e la prospettiva di un nuovo bando di gara per l’appalto del sistema vede la netta opposizione del numero uno degli industriali cuneesi.
“Siamo contrati a ‘progetti sperimentali’ – scrive ancora Biraghi -. Le imprese non ci perdonerebbero un nuovo fallimento, né un nuovo sopruso. Questo è il sentimento del mio territorio, che non faccio altro che interpretare”.
La battaglia di Franco Biraghi sul Sistri era cominciata all’indomani della sua elezione a presidente di Confindustria Cuneo, quando nel giugno 2013 fece ricorso al Tar per chiederne l’abolizione. Da allora ad oggi le aziende cuneesi e italiane hanno pagato milioni e milioni di euro tra iscrizione, chiavette Usb aggiuntive, formazione addetti, prove di funzionamento, aggiornamento anagrafiche, adeguamento delle linee Internet, aggiornamento hardware e software, senza che il Sistri entrasse mai veramente in funzione.
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