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  Friday 05 June 2020
“Nel marketing meglio essere unici e originali piuttosto che migliori e primi”

C.S. n. 29

Comunicato stampa, Cuneo, 20/05/2015

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


“Nel marketing meglio essere unici e originali piuttosto che migliori e primi”

Emanuele Maria Sacchi è intervenuto al convegno “interclub” di Confindustria Cuneo


Grande successo di pubblico e alto livello di contenuti per il convegno organizzato ieri pomeriggio – martedì 19 maggio – in Confindustria Cuneo dai tre club Associazione dirigenti marketing, commerciali e comunicatori d’impresa (Admc), Human Resources (Hr Club) e Responsabili Servizio Prevenzione e Protezione (Rspp). L’incontro, che aveva per titolo “Se fosse facile… non si chiamerebbe impresa!”, ha avuto per protagonista Emanuele Maria Sacchi, uno dei più apprezzati esperti internazionali di leadership, negoziazione e comunicazione competitiva.
Sacchi ha tenuto banco per quasi due ore coinvolgendo i partecipanti in un avvincente racconto dell’evoluzione del marketing dagli anni ’50 ad oggi, arricchendo il suo intervento con una miriade di eloquenti case history e lanciando numerosi consigli pratici al fine di evitare errori grossolani e rendere vincente la propria strategia di marketing aziendale. Ragionando per soggetti e per metodi, l’excursus è partito dalle campagne pubblicitarie del secondo dopo guerra, incentrate sul prodotto e sui suoi vantaggi, per passare all’arrivo della sensualità, del metterci la faccia, alla provocazione, all’erotismo, alla comparazione, per poi soffermarsi sulle ultime tendenze portate dalla tecnica cosiddetta “guerrilla marketing” che, capitalizzando al massimo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali, consente il raggiungimento di grandi risultati pur disponendo di piccoli budget. Particolarmente illuminante è stata la distinzione tra le due leve che normalmente vengono utilizzate dalle aziende nello studio delle proprie campagne pubblicitarie: quella del “verso”, che spinge il potenziale cliente ad avere qualcosa che ancora non ha, e quella del “via da”, che lo libera da una situazione difficile da sopportare.
“Ognuno di noi possiede entrambe queste leve – ha spiegato Emanuele Maria Sacchi – ma spesso si tende ad utilizzare soprattutto la prima a discapito della seconda, che ha una maggior forza dirompente perché ha in sé un che di liberatorio. Sia chiaro, sono utili entrambi, ma una campagna pubblicitaria riuscita deve saperne fare un sapiente uso a seconda dell’obiettivo che si prefigge. La scelta della leva, infatti, è di fondamentale importanza per il raggiungimento del risultato”.
Il discorso si è quindi spostato sull’importanza dell’utilizzo di componenti come creatività e originalità nell’elaborazione della propria strategia pubblicitaria, che spesso vengono penalizzate dalle aziende che preferiscono puntare su qualità, performance, reputazione, fiducia, affidabilità, correttezza e serietà, confondendo aspirazioni e obiettivi con la strategia da mette in atto per raggiungerli. “Sono tutti fattori importanti – ha detto Sacchi -, ma non dobbiamo dimenticarci che per conquistare il cliente, per spingerlo a cambiare abitudini e sceglierci, bisogna far leva sulla creatività, che è più forte della razionalità. Non dovete essere i migliori, i primi, dovete essere unici. I clienti vi sceglieranno e vi resteranno fedeli finché non troveranno nessuno come voi. Lavorate sulle emozioni, non cercate di vendere un prodotto, ma una sensazione. Così trasformerete il vostro brand in un love brand”.
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