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  Tuesday 02 June 2020
Pericolo di sanzioni per le aziende con la nuova classificazione rifiuti dell’Ue

C.S. n. 32

Comunicato stampa, Cuneo, 29/05/2015

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Pericolo di sanzioni per le aziende con la nuova classificazione rifiuti dell’Ue

Giovedì 4 giugno alle 9,30 in Confindustria a Cuneo seminario per spiegare la norma


Giovedì 4 giugno alle ore 9,30, presso la sede di Confindustria Cuneo (corso Dante, 51), avrà luogo un seminario sulla nuova classificazione dei rifiuti introdotta dall’Unione Europea, che entrerà in vigore in Italia con il mese di giugno. Le novità introdotte dai due recenti provvedimenti comunitari in materia di codifica e classificazione (il regolamento Ue n. 1357/2014 del 18 dicembre 2014 e la decisione n. 2014/955/UE del 18 dicembre 2014) cambiano un’altra volta le regole che le aziende italiane devono rispettare, con il rischio di trasformare in pericolosi rifiuti che fino a ieri non lo erano, senza peraltro dare nemmeno il tempo alle imprese di adeguarsi, in quanto non sono previsti periodi transitori. Per maggiori informazioni telefonare allo 0171/455503 o scrivere a comunicazione-immagine@uicuneo.it.
Il programma del seminario prevede, dopo l’apertura dei lavori da parte di Daniele Bertolotti (responsabile area Sicurezza e Ambiente di Confindustria Cuneo), l’intervento di Renzo Barberis (dirigente area Ambiente Arpa Piemonte), che illustrerà l’evoluzione delle norme di riferimento e l’applicazione dei nuovi criteri delle caratteristiche di pericolo e classificazione dei rifiuti pericolosi. A seguire, Roberto Devalle (responsabile laboratorio Mondeco srl) spiegherà le principali modifiche normative e relative ricadute in ambito analitico, mentre Elisabetta Nocera (funzionario area Ambiente di Confindustria Cuneo) si soffermerà sulle conseguenze immediate della nuova normativa. Il seminario si concluderà con un dibattito.
“Si tratta di una situazione paradossale, in quanto l’ultimo cambiamento per l’Italia risale solo a tre mesi e mezzo fa, quando il decreto Competitività del 18 febbraio aveva dato il via al periodo transitorio nel quale le aziende hanno dovuto iniziare a fare nuove valutazioni sulla classificazione dei rifiuti – commenta il presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi -. Ora per le imprese si prospetta una nuova rivoluzione che richiederà un altro sforzo da parte dei produttori di rifiuti al fine di applicare correttamente le nuove norme, anche per evitare le sanzioni previste in caso di errori nella classificazione degli scarti di lavorazione. Senza contare che, nel passaggio da non pericolosi a pericolosi, i rifiuti potrebbero rientrare nel campo di applicazione del Sistri, il fallimentare Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ideato dal Governo italiano cinque anni fa. Un altro aspetto preoccupante della nuova norma è che la responsabilità della classificazione del rifiuto è del produttore del rifiuto stesso, cioè delle aziende, non di chi eventualmente andrà a smaltirlo o recuperarlo. Infine, l’ultimo scoglio che le aziende italiane si trovano a dover affrontare per evitare di dover pagare le sanzioni è quello dato dalla farraginosità della normativa stessa, in quanto la nuova classificazione appare talmente incomprensibile che nonostante le aziende faranno di tutto per rispettarla, è facile che non ci riusciranno e rischieranno di venire comunque multate”.
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