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  Thursday 26 November 2020
ACQUA PERCHÉ IL PIANO DELL’ATO NON FUNZIONA LA VOCE DEI COMUNI - FOSSANO

C.S. n. 38

Comunicato stampa, Cuneo, 14/10/2017

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


ACQUA PERCHÉ IL PIANO DELL’ATO NON FUNZIONA LA VOCE DEI COMUNI - FOSSANO

“Prima di nuovi interventi, bisogna dare priorità alla manutenzione straordinaria, cercando però un punto di equilibrio tra investimenti e tariffa finale” Le preoccupazioni sul piano del Sindaco del Comune di Fossano, Davide Sordella


Confindustria Cuneo dà voce ai Comuni della provincia di Cuneo che, come l’associazione degli industriali cuneesi, hanno manifestato perplessità sui contenuti e sull’impostazione del Piano d’Ambito 2018-2047, presentato dall’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n. 4 Cuneese nel luglio scorso e adottato lo scorso 11 settembre con l’82% dei voti dei rappresentanti di 8 aree omogenee e 14 unioni montane. Il nostro viaggio comincia da Fossano che, pur votando favorevolmente per l'adozione, ha espresso alcuni dubbi sull'attuale proposta di piano che governerà la gestione del ciclo idrico nella Granda per i prossimi trent’anni.

“Le nostre perplessità riguardano soprattutto il piano degli investimenti, che, al di là della forma di gestione, secondo noi ha bisogno di alcuni correttivi. Non bisogna però mai dimenticare che gli interventi devono trovare un punto di equilibrio tra l'ottimale ed il realizzabile, essendo gli stessi collegati alla tariffa finale per il cittadino. – spiega Davide Sordella, Sindaco di Fossano -. Se non si tiene in debito conto l'importanza della manutenzione straordinaria, ormai necessaria per gli attuali impianti sia idrici che fognari, si corre il rischio di pagare un conto più salato dopo. Lo abbiamo toccato con mano nel nostro centro storico quando per realizzare un banale intervento sulla rete idrica, si è dovuta invece sostituire tutta la linea anche fognaria per vetustà. Come Città di Fossano, dopo esserci confrontati con il gestore attuale, abbiamo già segnalato le nostre proposte all'ATO e continueremo a farlo tramite lo strumento delle osservazioni al piano. Ci sono a disposizione 90 giorni a partire dall'assemblea dell'11 di settembre e non c'è veramente tempo da perdere per migliorare il documento. Detto ciò non bisogna mai dimenticarsi che sarà importante trovare un punto di equilibrio tra gli investimenti da fare, sia su opere nuove che su opere esistenti, e la tariffa che ne deriverà, affinché la loro incidenza non sia eccessiva per le tasche dei cittadini”.


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