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  Thursday 26 November 2020
Istituito un osservatorio permanente tra Confindustria Cuneo e Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione aziendale in provincia di Cuneo. Firmato l’accordo che consente agevolazioni fiscali per i premi di risultato e forme di welfare

C.S. n. 59

Comunicato stampa, Cuneo, 10/09/2016

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


Istituito un osservatorio permanente tra Confindustria Cuneo e Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione aziendale in provincia di Cuneo. Firmato l’accordo che consente agevolazioni fiscali per i premi di risultato e forme di welfare



Confindustria Cuneo e le organizzazioni sindacali provinciali Cgil, Cisl e Uil hanno costituito venerdì 9 settembre presso la sede degli industriali cuneesi, un osservatorio permanente, che si riunirà, con cadenza periodica, al fine di realizzare un confronto sull’andamento della contrattazione collettiva in provincia di Cuneo, con particolare riferimento ai servizi di welfare ed al coinvolgimento paritetico dei lavoratori. L’osservatorio monitorerà altresì la situazione provinciale del lavoro in modo da affrontare congiuntamente i problemi ed individuare soluzioni efficaci e percorsi condivisi per il territorio.

Con l’occasione Confindustria Cuneo e organizzazioni sindacali hanno firmato un accordo della durata di due anni che consentirà alle aziende nelle quali non vi è rappresentanza sindacale, di istituire premi di risultato che possono usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Stabilità 2016, o in alternativa, forme di welfare. La firma sull’accordo è stata posta da Domenico Annibale vice-presidente di Confindustria Cuneo e delegato alle Relazioni industriali. Per i sindacati hanno firmato Davide Masera (segretario provinciale Cgil), Massimiliano Campana (segretario provinciale Cisl) e Armando Dagna (segretario provinciale Uil).

Con la nuova Legge di Stabilità 2016 che amplia i confini del welfare nell’interesse dei lavoratori, esiste la possibilità di elargire dei premi di produttività non più esclusivamente sotto forma di incentivo economico, ma anche in servizi, sulla base della scelta che vorrà compiere il lavoratore. Ciò significa che il lavoratore potrà avvalersi di servizi che vadano incontro a proprie esigenze personali: dal pagamento dell’asilo nido per i bambini, alle borse di studio per i figli, fino ai servizi di assistenza per i familiari non autosufficienti o anziani, solo per citare alcuni casi più frequenti. Tutto ciò era già previsto dalla normativa precedente, ma ora questi servizi di welfare possono essere oggetto di accordi sindacali.
La firma fa seguito alla stipula, in data 14 luglio 2016, di un precedente accordo interconfederale siglato da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale, riferimento per la definizione di accordi territoriali sulla stessa materia.

Commenta Domenico Annibale: “Finalmente siamo pronti a gettare le basi per un nuovo modello di relazioni industriali utile ad avvicinare sempre di più imprese, organizzazioni sindacali e lavoratori con un unico vero obiettivo: la sopravvivenza del tessuto industriale cuneese. Molto positivo è l’aver istituito un osservatorio permanente che, mi auguro, permetterà una visione più completa dei problemi del territorio e dei soggetti coinvolti. Auspico che insieme si trovino delle soluzioni in grado di accontentare lavoratori e imprese”. Soddisfazione anche dai sindacati. Massimiliano Campana: “Ritengo sia fondamentale che anche nel nostro territorio vengano recepiti i forti elementi di innovazione definiti dagli accordi, riguardanti in primo luogo i servizi welfare e nuove forme di partecipazione dei lavoratori all’organizzazione dell’attività d’impresa. Molto importante in questo senso aver costituito un osservatorio permanente al fine di stimolare la contrattazione”. Per Davide Masera “in un momento di grande crisi economica ed etica questo accordo rappresenta un modo per ripristinare una rinnovata fiducia fra le parti con ricadute economiche reciproche”. Conclude Armando Dagna: “Questa intesa crea le premesse per aggredire uno dei fattori più critici dell’economia italiana: l’incapacità di produrre innovazione sia per le imprese sia per i lavoratori, quindi è un contributo per costruire un percorso che porti al rilancio della produttività, ed è un impegno che deve partire dal territorio. Credo che l’accordo di oggi ponga le condizioni per incominciare questo percorso”.


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