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  Friday 05 June 2020
IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CUNEO E DEL “PATTO PER LO SVILUPPO” CONSEGNA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RENZI UN DOCUMENTO SULLE TRE PRIORITÀ PER IL RILANCIO PRODUTTIVO DELLA PROVINCIA

C.S. n. 60

Comunicato stampa, Cuneo, 14/09/2016

con preghiera di cortese pubblicazione e/o diffusione


IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CUNEO E DEL “PATTO PER LO SVILUPPO” CONSEGNA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RENZI UN DOCUMENTO SULLE TRE PRIORITÀ PER IL RILANCIO PRODUTTIVO DELLA PROVINCIA

Soluzione d’emergenza per l’Asti-Cuneo, falso allarmismo alimentare e importanza strategica del diritto camerale nel documento consegnato dal Patto per lo Sviluppo


Una soluzione d’emergenza per il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo; un progetto di educazione alimentare per le scuole, che si contrapponga alle ripetute campagne mediatiche di disinformazione di tipo allarmistico sull’alimentazione; una difesa a spada tratta dell’operato virtuoso della Camera di Commercio di Cuneo, contro la prospettata riduzione dell’importo del diritto camerale. Sono queste le tre grandi problematiche che il “Patto per lo Sviluppo”, associazione che raggruppa le principali categorie produttive della provincia di Cuneo (Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria e Confcommercio) ha messo oggi – mercoledì 14 settembre, ndr – sul tavolo del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la sua visita all’azienda Merlo di San Defendente di Cervasca.

“Questo - concludono nel documento i presidenti delle associazioni aderenti al Patto per lo Sviluppo Delia Revelli, Enrico Allasia, Ferruccio Dardanello, Domenico Massimino e Franco Biraghi, facendo riferimento alle tre problematiche esposte -, si aggiunge all’impoverimento ormai sistematico del nostro territorio, che, penalizzato pesantemente da politiche torinocentriche messe in atto dai governi regionali che si sono succeduti, dopo l’abolizione della Provincia stenta a trovare un riferimento politico che lo tenga unito e che possa rappresentare la proprie istanze al governo nazionale. Temiamo che l’istituzione delle città metropolitane andrà a peggiorare questa situazione, lasciando territori promettenti e fertili come il nostro, ad un destino di marginalità ormai segnato”.
Per quanto riguarda il completamento dell’Asti-Cuneo, il Patto per Lo sviluppo ha fatto sua la soluzione d’emergenza avanzata nei giorni scorsi da Confindustria, che permetterebbe di completare i pochi chilometri mancanti con una strada extraurbana secondaria che risolverebbe in tempi rapidi i problemi di traffico e sicurezza stradale e consentirebbe un enorme risparmio rispetto al progetto autostradale, fermo proprio perché troppo oneroso: 23,2 milioni di euro contro gli oltre 760 milioni previsti. Inoltre, tale strada d’emergenza, con poco più di 15 milioni di euro si potrebbe trasformare in superstrada, con un risparmio complessivo sul costo attuale dell’opera di almeno 700 milioni di euro e la soluzione definitiva del problema.
Per quanto riguarda il terrorismo alimentare generato da alcuni studi poco scientifici e molto interessati, poi amplificati dalle campagne di disinformazione mediatica a cui tutti abbiamo assistito, di cui sono stati oggetti alcuni prodotti d’eccellenza dell’agricoltura e dell’industria Made in Cuneo come la carne e i latticini e i prodotti dolciari, il Patto per lo Sviluppo chiede al Governo di inserire nella proposta didattica della scuola dell’obbligo un’adeguata educazione alimentare che ristabilisca l’equilibrio perduto e sostenga l’importanza di un’alimentazione varia come miglior garanzia per la salute, anche contro le nuove imperanti mode alimentari di stampo ideologico.
Infine, per quanto concerne la riforma delle Camere di Commercio, il Patto per lo Sviluppo sottolinea la virtuosità dell’ente camerale di Cuneo, che con 83.485 imprese iscritte e il 93,46% delle quote annuali versate, si pone come modello per tutta l’Italia e, soprattutto, distribuisce importanti risorse (7 milioni nel 2016) al territorio attraverso diversi canali. Questo per dire che un’ulteriore riduzione dell’importo del diritto camerale si ripercuoterà negativamente sulle piccole e medie imprese cuneesi.



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